Diritto dell'Unione Europea - 2017-2018 - Laurea triennale

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Italiano
Prerequisiti: 

CONOSCENZE DI BASE DI ELEMENTI DI DIRITTO PUBBLICO IN MATERIA DI FONTI E ADATTAMENTO E DI DIRITTO INTERNAZIONALE SULLE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI (TALI ELEMENTI VENGONO FORNITI DURANTE IL CORSO E SONO ACCENNATI NEI MATERIALI DI RIFERIMENTO)

Obiettivi: 

Il corso è mirato a fornire gli elementi teorici necessari alla comprensione dell'origine, natura ed efficacia giuridica delle fonti di diritto dell'Unione europea, onde essere in grado di aggiornarsi autonomamente sugli sviluppi normativi man mano che si presentano.

Programma: 

Il corso ha per oggetto le principali caratteristiche giuridiche dell’Unione europea, con particolare attenzione al “modello comunitario”, ossia alle avanzate modalità di integrazione giuridica sviluppatesi nell’ambito delle Comunità europee, ormai confluite nell’Unione. Il programma si apre, dunque, con l’origine storica delle Comunità e dell’Unione, evidenziando nel contempo le peculiarità del fenomeno giuridico comunitario, e poi unitario, in contrapposizione con le altre organizzazioni internazionali, da un lato, e con i processi federalistici, dall’altro. Vengono, dunque, via via introdotti il quadro istituzionale dell’Unione ed i principali meccanismi giuridici che presiedono al suo funzionamento, le caratteristiche del diritto primario (trattati e fonti ad essi equiparate) e derivato (atti delle istituzioni) dell’Unione, il primato del diritto comunitario sul diritto interno degli Stati membri dell’Unione ed in generale il rapporto tra le due tipologie di fonti giuridiche. In conclusione, si tratteggiano le linee essenziali dell’azione di sostegno comunitaria nel settore della formazione professionale, istruzione e gioventù.

Testi adottati: 

Testi consigliati:
F. Mucci, Il diritto dell’Unione europea, Scuola IaD, Roma 2008 (disponibile integralmente tra gli Allegati). N.B. Con riferimento al testo consigliato F. Mucci, Il diritto dell’Unione europea., si segnala che, compiutosi il processo di ratifica del Trattato di Lisbona in tutti gli Stati membri dell’Unione europea, il Trattato – la cui entrata in vigore era ritenuta probabile all’epoca della pubblicazione ed i cui principali contenuti sono riferiti nel testo – è entrato in vigore il 1 dicembre 2009. Nelle more della pubblicazione della nuova edizione, è indispensabile consultare anche la nota di aggiornamento ed integrazione pubblicata sia in "Allegati" che in “Altre informazioni”).
oppure
L. Daniele, Diritto dell’Unione europea. Sistema istituzionale – Ordinamento – Tutela giurisdizionale – Competenze, V edizione, Giuffrè Editore, Milano, 2014 (pp. 1-434), ISBN 978-88-14-18927-2

Inglese
Prerequisites: 

elements of public law about sources of law and about of the incorporation of international law sources into the domestic legal order. Elements of international law about international organizations (these elements are taught during the course and are included in the reference materials)

Aims: 

The course is aimed at providing students with the necessary theoretical basis to understand the origins, nature and juridical effects of the sources of European Union law. Students will, thus, be able to autonomously follow the continuous developments of EU legslation in the fields of interest.

Programme: 

The course covers the main legal characteristics of the European Union, with particular attention to the "Community model", ie to advanced methods of legal integration that developed within the European Community, now merged into the Union. The program opens with the historical origin of the Communities and the Union, then it highlights the peculiarities of the Community - and then the Union - legal phenomenon, in contrast with other international organizations, on the one hand, and the federalist processes, on the other. We are, therefore, gradually introduced the EU's institutional framework and the main legal mechanisms that govern its functioning, the characteristics of primary law (treaties and principles), and derivative (acts of the institutions) of the Union, the primacy of the law of the Union over the national law of the Member States and in general the relationship between the two types of legal sources. In conclusion, it outlines the main lines of action for the Union support in the field of vocational training, education and youth.

Texts adopted: 

Recommended reading:
F. Mucci, Il diritto dell'Unione europea, Scuola IaD, Rome 2008 (available in the section “Allegati”). N.B. With reference to the recommended text F. Mucci, EU law, it should be noted that the ratification process of the Lisbon Treaty was not completed in all Member States of the European Union at the time of publication. Its entry into force was deemed to be very probable, though, so its main contents are referred in the text. The Treaty came into effect on December 1, 2009. Pending the publication of the new edition, it is indispensible to read also the lecture notes published both in the section "Allegati" and in the section “Altre informazioni”, containing the additions to the text update.
or
L. Daniele, Diritto dell'Unione europea. Sistema istituzionale - Ordinamento - Tutela giurisdizionale - Competenze, V Edition, Giuffrè Editore, Milan, 2014 (pp. 1-434), ISBN 978-88-14-18927-2

Modalità di erogazione: 
A distanza
Valutazione: 
Prova orale
Altre informazioni

Presentazione del corso: https://youtu.be/-wpTRi9qPY4
 
Quanto all’accesso diretto alle fonti del diritto dell’Unione europea, i testi del Trattato sull’Unione europea e del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea sono elementi indispensabili di consultazione e riferimento, disponibili sul sito ufficiale dell’Unione europea (http://eur-lex.europa.eu/collection/eu-law/treaties.html). Per la consultazione della normativa comunitaria di settore è possibile effettuare ricerche per materia sul repertorio della legislazione (http://eur-lex.europa.eu/browse/directories/legislation.html?locale=it), nonché avere accesso diretto alla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (http://eur-lex.europa.eu/oj/direct-access.html).
 
MATERIALI AD USO DEGLI STUDENTI DEL CORSO DI DIRITTO DELL’UNIONE EUROPEA (EDU) E DI DIRITTO DELL’UNIONE EUROPEA PER IL TURISMO (TUR), A.A. 2017/2018
Prof.ssa Federica Mucci
 
Introduzione
Queste considerazioni introduttive si aggiungono alla premessa ed all’introduzione che hanno accompagnato la pubblicazione del corso, dapprima solo sulla piattaforma elettronica della Scuola IaD (nel 2004) e poi, con aggiornamenti ed integrazioni, anche per i tipi del Poligrafico e Zecca dello Stato (nel 2008).
Questa “stratificazione” di introduzioni testimonia la continua evoluzione di una disciplina quanto mai “viva”, sebbene attualmente quasi “in apnea”, in attesa di una tanto sospirata ad altrettanto difficile “svolta politica”, in grado di rilanciare i futuri traguardi giuridici dell’Unione europea. La recentissima decisione del Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord di recedere dall’Unione (c.d. “Brexit”) è solo apparentemente il segno più chiaro della difficoltà che incontrano gli Stati membri dell’UE a rinnovare oggi la loro fiducia in questo cammino volontario di integrazione giuridica senza precedenti né paragoni nel panorama internazionale. Tale scelta di distacco (peraltro ancora ad oggi non formalizzata nei confronti dell’UE), in effetti, è stata fatta da uno Stato membro che da sempre è stato “Euroscettico”, la cui entrata nell’UE è avvenuta sin dall’inizio manifestando importanti reticenze e negoziando notevoli limitazioni rispetto alle aspettative di cammino in comune condivise dagli altri membri. Nonostante l’indubbio impatto politico che tale “uscita” ha comportato, solo nei tempi che stiamo vivendo si potrà verificare quale direzione prevalente tale impatto assumerà nel lungo periodo e se contribuirà ad indebolire oppure, per reazione, a rafforzare la determinazione “unionista” degli Stati membri.
Questa storia, dunque, si sta facendo. Non solo sotto i nostri occhi ma anche con il nostro – più o meno consapevole – contributo. Noi siamo, infatti, cittadini europei. Un lungo cammino di ideali, sacrifici, realizzazioni, errori, opportunità e difficoltà ci ha portato a questo punto. Da un lato non abbiamo ancora l’abitudine a considerare e conoscere i nostri diritti, d’altro lato dimentichiamo e diamo per scontati alcuni dei più importanti risultati che le Comunità e l’Unione hanno garantito dagli anni ’50 in poi (in primis la pace in quella parte dell’Europa che partecipa a questo cammino di integrazione giuridica e politica), ma comunque siamo cittadini europei. Di questo status, che ha importanti ricadute nella nostra vita di tutti i giorni, tutti dovremmo essere consapevoli, non soltanto i giuristi. Il corso è volto a conseguire la padronanza degli strumenti giuridici essenziali che caratterizzano i nostri diritti di cittadini europei e i doveri degli Stati membri e delle Istituzioni stesse dell’Unione.
 
Indicazioni di integrazione ed aggiornamento relative al testo consigliato F. Mucci, Il diritto dell’Unione europea, Scuola IaD, Roma 2008 (nelle more della pubblicazione di una nuova edizione del testo, questa dispensa indica le opportune integrazioni e note di aggiornamento)
 
Indicazioni di carattere generale, riferite al testo nel suo complesso:
- in tutto il testo si fa riferimento sia alla Comunità europea (CE) che all’Unione europea (UE). Con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona (nel 2009), L’UE è succeduta alla CE, ereditandone tutto l’“acquis”, quindi oggi la CE non esiste più come soggetto distinto ma ciò che ha realizzato e ciò di cui si occupava è stato acquisito dall’UE;
- Poiché il Trattato di Lisbona, concluso nel 2007, è entrato in vigore nel 2009, ovunque nel testo si trovino indicate modifiche disposte da tale Trattato va tenuto presente che tali modifiche sono entrate in vigore.
 
Indicazioni relative a punti specifici del testo:
- aggiunta in conclusione del par. 1.2
“Il Trattato di Lisbona, raccolti gli strumenti di ratifica di tutti gli Stati membri dell’Unione, è entrato in vigore il 1 dicembre 2009. Successivamente, nel 2011 e nel 2012, in seguito alla crisi del debito sovrano scatenata dalla crisi bancaria internazionale “innescata” dal fallimento della banca Lehman Brothers negli Stati Uniti d’America, la maggior parte degli Stati membri dell’UE, negli anni 2011/2012, ha concluso alcuni accordi per riformare la governance economica (nell’ambito degli Stati membri della zona euro, mediante l’istituzione del Meccanismo Europeo di Stabilità; 25 Stati membri, inoltre, hanno concluso il Trattato per la stabilità, il coordinamento e la governance dell’Unione economica e monetaria, c.d. “Fiscal Compact”).”
- aggiunta in conclusione del par. 1.3.2
“Nel 2013 è avvenuto l’allargamento alla Croazia, portandosi così a ventotto il numero degli Stati membri dell’UE. Nel giugno del 2016, in un referendum interno, i cittadini del Regno Unito si sono espressi per l’“uscita” dall’Unione europea. La notifica formale di recesso dall’UE, tuttavia, non è ancora stata fatta all’UE dal Regno Unito, che attende l’approvazione di una legge del proprio Parlamento in proposito. Il recesso, qualora confermato dal Parlamento, produrrà effetto dopo due anni dalla notifica ufficiale, oppure prima, se si sarà raggiunto un accordo tra UE e Regno Unito per la definizione delle modalità del recesso, portandosi così nuovamente a 27 il numero degli Stati membri.”
 
- aggiunta in conclusione del par. 2.5.3
“Nel 2016 il Tribunale della funzione pubblica dell’Unione europea è stato sciolto e le sue competenze sono tornate al Tribunale. Ciò è avvenuto nel contesto della riforma della struttura giurisdizionale dell’UE.”
 
- aggiunta nel corpo del par. 3.2.3 (in corrispondenza della nota 31)
“Il 18 dicembre 2014 la Corte di giustizia dell’Unione europea ha reso un secondo parere relativamente all’adesione dell’Unione alla Convenzione europea sui diritti dell’uomo e le libertà fondamentali, stavolta formulato in merito ad un progetto di accordo prodotto attraverso tre anni di complessi negoziati, sulla base di un preciso mandato ad aderire inserito in una disposizione del Trattato di Lisbona. Anche questo secondo parere è stato negativo, in considerazione della ricaduta che l’adesione produrrebbe sullo svolgimento delle funzioni della Corte di giustizia dell’UE (le soluzioni procedurali prospettate nel progetto di accordo sono state ritenute insufficienti).
 
- aggiunta in conclusione del par. 3.4.2
“Prima dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, sono state adottate molte importanti “decisioni-quadro” nell’ambito dell’ex “III pilastro” (tra cui quella istitutiva del mandato di arresto europeo). Tali atti hanno le stesse caratteristiche delle direttive, ma sono sprovvisti di efficacia diretta per previsione esplicita del Trattato. Il Trattato di Lisbona ha fatto cessare questa limitazione e quindi tutte le direttive che, a datare dalla sua entrata in vigore, sono state adottate nell’ex “III pilastro” hanno efficacia diretta alle stesse condizioni e con le stesse limitazioni di tutte le direttive. Le decisioni-quadro ancora in vigore, finché non vengono abrogate, annullate o modificate in applicazione delle nuove regole, però, continuano a non avere alcuna efficacia diretta.”
 
- aggiunta in conclusione del par. 4.3.2
“La legge Buttiglione è poi a sua volta stata sostituita dalla legge 24 dicembre 2012, n. 234, che, al posto di un’unica legge comunitaria annuale, prevede l’adozione di due distinte leggi: la legge europea e la legge di delegazione europea. La prima è la legge con cui è direttamente il Parlamento ad adottare le modifiche legislative necessarie per l’attuazione di alcune delle direttive in scadenza. La seconda contiene le deleghe legislative al governo e, se è il caso, disposizioni che lo autorizzano ad attuare alcune direttive in via regolamentare. La previsione di due strumenti legislativi distinti ha lo scopo di consentire la veloce adozione della legge di delegazione europea.”
 
- aggiunta in conclusione del par. 5.2
“Il programma dell’Unione europea dedicato all’educazione, alla formazione, alla gioventù ed allo sport attualmente in vigore, che copre il periodo 2014-2020, è “Erasmus+”, adottato con il Regolamento 1288/2013/UE.”
 
- aggiunta nel corpo del par. 5.3 (in corrispondenza della nota 21)
“La Direttiva 2005/36/CE è stata poi modificata dalla Direttiva 2013/55/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, che istituisce la “tessera professionale europea””.

Anno Accademico: 
2017-2018
Docente: 
Ore: 
30
CFU: 
6