Introduzione alle Scienze del Comportamento - 2018-2019 - Modulo A - Laurea magistrale

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Italiano
Prerequisiti: 

AVERE ACQUISITO ALMENO 6 CFU DI PSICOLOGIA GENERALE

Obiettivi: 

Risultati di apprendimento previsti: Lo sviluppo di una riflessione critica sullo sviluppo delle neuroscienze cognitive alla luce delle acquisizioni scientifiche contemporanee sulla struttura e le funzioni del sistema nervoso e sulla connotazione essenzialmente storico-culturale dei modelli di riferimento.

Programma: 

Titolo del corso: ‘Cervello e funzioni cognitive. Elementi per una storia culturale del cervello nello sviluppo del pensiero scientifico. Focus sulla plasticità neuroculturale’

Programma:

Con un approccio allo sviluppo delle scienze cognitive basato sulla intersezione tra storia della scienza e riflessione epistemologica su modelli e presupposti teorici nello studio sulle basi biologiche della mente, si indagheranno in modo approfondito le conoscenze contemporanee sulla plasticità neurale in relazione allo sviluppo, al funzionamento e alle diverse patologie della mente umana.

 

Introduction to behavioural sciences (6 cfu), a.a. 2018-2019

Brain and cognitive functions. Elements for a cultural history of the brain  in the development of scientific thought. Focus on Plasticity.

AimsThe course provides a historical reconstruction of the ideas developed in time on the brain and its relationship with the cognitive functions (and, in a wider perspective, the body, the organism and its relationships with the environment). The analysis of the historical dimension of cognitive sciences will be focused on the intersection between history of science and epistemological reflection on models and theoretical assumptions in the study of the biological basis of the mind. The course will deepen contemporary knowledge on neural plasticity, in relation to the development, the functioning and the various pathologies of the human brain.

Expected learning results: The course offers a critical reflection on the historical dimension of cognitive neurosciences in the light of contemporary scientific acquisitions about the structure and the functions of the nervous system in their cultural and historical connotation.

In line with the educational objectives of the Study Program stated in the SUA-CdS, the training activity aims to provide the student with the following knowledge and skills: Knowledge and understanding, Learning skills, Making judgements and Applying knowledge in the scientific dissemination of contemporary new models of mind.

Text books:

The student can personalize his/her study path agreeing with the teacher a selection of texts to choose from the following lists:

 

  • V.S. Ramachandran, La donna che morì dal ridere. E altre storie incredibili sui misteri della mente umana, Mondadori, Milano, 1999.
  • O. Sacks, L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello, Adelphi, Milano, 2001.
  • N. Doidge, Il cervello infinito. Alle frontiere della neuroscienza: storie di persone che hanno cambiato il proprio cervello, Adriano Salani Editore, Milano, 2007.
  • G. Denes, Plasticità. Come cambia il cervello nel corso della vita, Carocci, Roma, 2016.
  • Gary Marcus, La nascita della mente, Codice Edizioni, 2004.
  • S. Dehaene, I neuroni della lettura, Raffaello Cortina, Milano, 2009.
  • A. Noe, Perché non siamo il nostro cervello, Raffaello Cortina, 2010.

 

Teaching methods

Three two hours lectures per week.  Students will be encouraged to contribute to whole class discussions.

Assessment methods: Oral examination. 

Grade assessment criteria

Grade range below 18 – Fail. Poor knowledge of core material, a significant inability to engage with the discipline. Very poor presentation.

Grade range 18-21 – Pass. Limited and superficial knowledge of the subject, a significant inability to follow the thread of the discussion. Presentation with many inadequacies.

Grade range 21-23 – Adequate. The knowledge is superficial, but the thread of the discussion has been consistently grasped. Presentation with some inadequacies.

Grade range 24-26 – Acceptable. Elementary knowledge of the key principles and concepts. The presentation is occasionally weak.

Grade range 27-29 – Good. Comprehensive knowledge. Good presentation.

30 – Very Good. Detailed knowledge with hints of critical thinking. Very good presentation.

30 cum laude – Outstanding. Excellent knowledge and depth of understanding. Excellent presentation.

 

During the viva you will not be allowed to use any written material, either on paper or in electronic format

 

Testi adottati: 

Bibliografia ed eventuali indicazioni per l’esame: percorso di studio personalizzato concordando col docente una selezione di testi da scegliere tra

  • V.S. Ramachandran, La donna che morì dal ridere. E altre storie incredibili sui misteri della mente umana, Mondadori, Milano, 1999.
  • O. Sacks, L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello, Adelphi, Milano, 2001.
  • N. Doidge, Il cervello infinito. Alle frontiere della neuroscienza: storie di persone che hanno cambiato il proprio cervello, Adriano Salani Editore, Milano, 2007.
  • G. Denes, Plasticità. Come cambia il cervello nel corso della vita, Carocci, Roma, 2016.
  • Gary Marcus, La nascita della mente, Codice Edizioni, 2004.
  • S. Dehaene, I neuroni della lettura, Raffaello Cortina, Milano, 2009.
  • A. Noe, Perché non siamo il nostro cervello, Raffaello Cortina, 2010.

 

Il programma non varia per i non frequentanti

 

Inglese
Prerequisites: 

AT LEAST 6 CFU IN GENERAL PSYCHOLOGY

Aims: 

Expected learning results:

The development of a critical reflection on the historical dimension of cognitive neurosciences in the light of contemporary scientific acquisitions about the structure and the functions of the nervous system in their cultural and historical connotation. 

Programme: 

Brain and cognitive functions. Elements for a cultural history of the brain  in the development of scientific thought. Focus on Plasticity.

The course provides a historical reconstruction of the ideas developed in time on the brain and its relationship with the cognitive functions (and, in a wider perspective, the body, the organism and its relationships with the environment). The analysis of the historical dimension of cognitive sciences will analyze the intersection between history of science and epistemological reflection on models and theoretical assumptions in the study of the biological basis of the mind. The course will deepen contemporary knowledge on neural plasticity in relation to the development, the functioning and the various pathologies of the human brain.

Texts adopted: 

1) C. Morabito, La mente nel cervello. Un’introduzione storica alla neuropsicologia cognitiva, Roma-Bari, Laterza Editore, 2008.

2) G. Denes, Plasticità cerebrale. Come cambia il cervello nel corso della vita, Carocci, Roma, 2016.

3) C. Morabito, La dialettica cervello, corpo e ambiente, in Scienza & Società, 31/32, novembre 2017, pp. 11-20

4) approfondimento di uno a scelta fra i seguenti testi (che saranno presentati durante le lezioni):

1) Aa. Vv., Caianiello S. (a cura di), 2015, Fuori di sé. L’empatia dell’orizzonte umano e oltre, CNR Edizioni, Roma.

Descrizione: L'empatia è tornata alla ribalta grazie agli sviluppi delle neuroscienze affettive e sociali, come un processo emozionale costitutivo non solo dell'intimità personale, ma dell'alterità in generale e del mondo sociale condiviso. Dalle trattazioni filosofiche alle ricerche neurobiologiche, l'empatia illumina la primarietà della dimensione corporea nella comunicazione intersoggettiva, che, inscritta dall'evoluzione nella struttura psicofisica di molte specie animali, offre nuove chiavi di lettura dei fenomeni dell'altruismo. Allo stesso tempo, la capacità umana di espandere indefinitamente l'esperienza empatica all'altro da sé rivela caratteristiche uniche della nostra specie, che hanno aperto nuove prospettive nella filosofia della mente e più in generale nel dibattito sulla natura umana. La pluralità di approcci che il volume ricopre propone una riflessione ad ampio raggio su quanto e in che modo la modificazione prospettica in corso nella scienza, della quale l'empatia è indicatore privilegiato, possa contribuire a influenzare i processi, culturalmente e soggettivamente condizionati, di generazione del valore, e a prospettare un orizzonte motivazionale più ampio e un’immaginazione etica inclusiva.

2) Aa. Vv., Cappuccio M. (a cura di), 2006, Neurofenomenologia. Le scienze della mente e la sfida dell’esperienza cosciente, Mondadori, Milano.

Descrizione: In questa grande opera collettiva, alcuni dei rappresentanti più autorevoli del mondo scientifico e filosofico danno il loro personale contributo alla definizione di uno degli orientamenti più all'avanguardia dell'epistemologia contemporanea: la neurofenomenologia. Animata dall'ambizioso tentativo di superare il secolare divario tra scienze umane e scienze esatte attraverso il dialogo fecondo tra sperimentazione scientifica ed esperienza vissuta, la disciplina fondata da Francisco Varela si colloca al crocevia delle tendenze più innovative nell'ambito della ricerca (epistemologia genetica di stampo costruttivista, teoria della complessità), segnate dall'interazione multidisciplinare tra filosofia e neuroscienze. Una raccolta di studi organica, chiara ed esaustiva, di grande interesse non solo per gli specialisti delle più diverse discipline (neuroscienze, scienze cognitive, epistemologia, storia della scienza, filosofia), ma anche per chiunque sia interessato agli inestricabili dilemmi e ai quesiti più stimolanti della filosofia della mente.

3) Aglioti, S. M., Berlucchi, G., 2013, Neurofobia. Chi ha paura del cervello?,  Milano, Raffaello Cortina Editore.

Descrizine: Non c’è dubbio che i nostri comportamenti dipendano dal funzionamento del cervello. Tuttavia, la tesi che l’impatto delle neuroscienze contemporanee abbia indotto una esagerata “neurologizzazione” dell’umanità suscita accese discussioni. Il pericolo della neuromania sarebbe testimoniato dall’indebito uso del prefisso “neuro” per designare lo studio di qualsiasi attività umana. In realtà, se si escludono alcuni eccessi nella divulgazione, le conquiste delle neuroscienze offrono una visione equilibrata della natura umana, che prende in giusta considerazione le radici biologiche di comportamenti complessi e per lungo tempo preclusi all’indagine sperimentale (si pensi alla creatività o alle forme più elevate di spiritualità). Questo libro mostra come molte accuse di neuromania siano ispirate da una più o meno esplicita neurofobia, che può essere altrettanto pericolosa della neuromania.

4) Benasayag M., 2016, Il cervello aumentato, l’uomo diminuito, Edizioni Erickson, Roma.

Descrizione: Da Platone in poi, la tradizione occidentale ha da sempre visto nel cervello la sede del pensiero, un organo con un ruolo del tutto peculiare nella comprensione dei fenomeni umani, che non poteva essere studiato né, tanto meno, modificato.
I progressi delle neuroscienze contemporanee hanno introdotto una rottura storica epocale con questa tradizione: il fatto che oggi possiamo studiare il cervello e conoscerne il funzionamento mette in discussione le basi stesse di quello che culturalmente si considera il soggetto umano.
Se l’amore, la libertà, la memoria sono effetti più o meno illusori di processi fisiologici cerebrali, è la stessa unità dell’uomo che sembra disperdersi, sparpagliarsi in un movimento centrifugo. Di più, l’ibridazione fra mente e computer, che già oggi è una realtà, assicura all’uomo nuovo, dal cervello aumentato, impianti e neuroprotesi con incredibili potenzialità: vedere al buio, udire a distanza, scaricare competenze, recuperare o modificare i ricordi perduti… tutto questo in un momento in cui le promesse storicistiche e teleologiche di un mondo venturo e perfetto sono venute meno una dopo l’altra. Miguel Benasayag tenta di comprendere le ricadute antropologiche di questa rivoluzione, soprattutto nelle sue derive più riduzioniste, alla ricerca di un’alternativa umanistica alla colonizzazione tecnocratica della vita e della cultura.

5) Berthoz A., 2009, La semplessità, Codice Edizioni, Torino.

Descrizione: Gli organismi viventi interagiscono continuamente con l’esterno, elaborando informazioni per trasformarle in decisioni e comportamenti come attaccare una preda, afferrare un oggetto in movimento, camminare, ma anche comporre un’opera musicale, creare uno slogan pubblicitario o scrivere una storia.

Temi egualmente complessi, a fronte dei quali il nostro cervello non può adottare né soluzioni troppo semplici perché non risolverebbero i problemi, né troppo sofisticate perché rallenterebbero e renderebbero troppo costosi i processi neuronali.

La soluzione passa invece attraverso chiare deviazioni dalla strada maestra della logica, in grado di organizzare con originalità, eleganza e creatività la complessità del mondo e dei processi naturali che lo regolano.

La semplessità è un modo di vivere con il proprio mondo. È eleganza piuttosto che sobrietà, intelligenza piuttosto che fredda logica, diplomazia piuttosto che autorità. (Alain Berthoz

6) Berthoz A., 2013, La vicarianza. Il nostro cervello creatore di mondi, Codice Edizioni, Torino.

Descrizione: Anche se non ci facciamo mai caso, il nostro cervello risolve problemi e prende decisioni di continuo. Per farlo, percepisce e agisce in molti modi a seconda del contesto, compensa mancanze, affronta situazioni nuove e cambia punto di vista. Questa straordinaria capacità creativa è la vicarianza, l’utilizzo cioè di molteplici e inattese strategie per raggiungere un obiettivo, rimpiazzare un senso con un altro (come quando ci si muove nel buio, dopo un incidente) o delegare una funzione a una nostra estensione virtuale (nel mondo di internet e dei videogiochi).
Il libro di Alain Berthoz dimostra che lo studio di questa strategia cognitiva, oltre a rappresentare un grande progresso scientifico, può avere importanti ripercussioni in pedagogia, nel problem solving aziendale, in psicologia, nelle scienze sociali e nella riabilitazione dalle malattie del sistema nervoso.

Sono i mondi che l’uomo inventa nella realtà della vita quotidiana, trasformandola secondo i propri desideri. Sono i mondi che l’immaginazione plasma nei romanzi e nell’invenzione narrativa. Sono anche i mondi cui possiamo accedere con le moderne tecniche di imaging, e sono i mondi immaginari detti virtuali.

Alain Berthoz

7) Berti A., 2010, Neuropsicologia della coscienza, Bollati Boringhieri, Torino.

Descrizione: Dopo aver discusso la legittimità e i problemi metodologici che si incontrano nello studio dei processi coscienti, Anna Berti presenta le sindromi neuropsicologiche che più hanno contribuito a svelare operazioni e strutture del mentale legate ai meccanismi della consapevolezza, non individuabili quando il cervello funziona normalmente: lo studio dei casi clinici permette di trarre delle inferenze sulla struttura e sugli aspetti funzionali e adattativi della coscienza. I dati clinici sono discussi e confrontati con quelli ottenuti dalle più moderne tecniche di indagine neurobiologica, come la risonanza magnetica funzionale (fMRI) e la stimolazione magnetica transcranica (TMS). Nelle conclusioni viene presentata un’ipotesi relativa alla struttura dei processi di consapevolezza, secondo cui la coscienza non può essere considerata come prerogativa esclusiva di una componente esecutiva centrale, indivisibile e sovraimposta gerarchicamente alle altre funzioni mentali; al contrario la coscienza sembrerebbe avere caratteristiche modulari che riflettono anche a livello fenomenologico la struttura multidimensionale dei processi cognitivi.

8) Changeux , J.P. 1983: L'homme neuronal, Paris, Librairie Arthème Fayard (trad. it. L'uomo neuronale, Milano, Feltrinelli, 1983.

Descrizione: Nella linea dei libri di François Jacob e Jacques Monod, "L'uomo neuronale" è un'esplorazione appassionante del cervello e dei meccanismi del pensiero, che sovverte lo statuto delle scienze umane e getta le basi di una moderna "biologia dello spirito". E' un testo rivoluzionario, una sintesi mai tentata prima delle conoscenze sul cervello e dei meccanismi che presiedono ai nostri comportamenti, già diventato un classico: contro tutti coloro che si ostinano a separare l'anima dal corpo, a trattare il pensiero, la coscienza come realtà che sfuggono alle leggi della biologia. Il sogno, la memoria, le sensazioni del dolore e quelle del piacere, le differenze intellettuali tra l'uomo e gli animali, l'effetto delle droghe sui circuiti cerebrali, l'unicità e originalità di ogni cervello: "il Changeux" ci propone una maniera razionale e scientifica di guardare all'uomo e di riflesso ai suoi grandi tabù. Un contributo formidabile a quella riconnessione tra materia e pensiero, sociale e cerebrale, scienze naturali e scienze umane che da sempre incontra ogni sorta di ostacoli ideologici.

9) Dehaene, S., 2009, I neuroni della lettura, Milano, Raffaello Cortina Editore.

Descrizione: Come impara a leggere il nostro cervello da primate? Esistono metodi di lettura migliori di altri? E poi, utilizziamo le stesse aree corticali quando leggiamo l'italiano, l'arabo o il cinese? Stanislas Dehaene ci mostra come per rispondere a tali domande occorra dar vita a una scienza della lettura del tutto nuova, in grado di combinare quello che le neuroimmagini ci dicono sui circuiti corticali sottesi all'elaborazione di grafemi e fonemi con quello che la psicologia ci insegna sui meccanismi cognitivi legati all'arte del leggere. Veniamo così a sapere che nel corso dell'acquisizione della lettura i nostri circuiti corticali originariamente destinati al riconoscimento degli oggetti si sono "riciclati" per decifrare caratteri dalle più diverse dimensioni e fogge e che questa conversione è stata lenta, parziale e non priva di difficoltà, come mostrano i ripetuti scacchi cui vanno incontro i bambini (e non solo...). Tale scienza della lettura, però, ha un valore non solo teorico, ma anche pratico, in vista soprattutto di una nuova pedagogia capace di introdurre nel variegato mondo della scuola le conquiste più recenti delle neuroscienze.

10) Doidge, N., 2007, Il cervello infinito. Alle frontiere della neuroscienza: storie di persone che hanno cambiato il proprio cervello, Milano, Adriano Salani Editore.

Descrizione: Cheryl ha la costante sensazione di cadere a causa di un deficit del suo apparato vestibolare; Barbara ha un cervello asimmetrico ed è considerata "ritardata"; Michael è un chirurgo oculare che a quarantaquattro anni subisce un ictus invalidante. Queste sono solo alcune delle storie alle frontiere della neuroscienza narrate in questo saggio: per loro e per molte altre tipologie di pazienti ora c’è una concreta possibilità di recupero e completa guarigione. La scoperta che ha aperto la strada a questa fondata speranza è quella della neuroplasticità, ossia la proprietà del cervello di essere malleabile sempre, non solo nell’infanzia. La tesi che ha scatenato la rivoluzione della neuroscienza ci dice che il cervello è in grado di cambiare se stesso e può funzionalmente riorganizzare ogni sua parte per sopperire alle carenze che si vengono a creare in seguito ai traumi o al lento processo di invecchiamento. Non solo. L’intera esperienza umana può essere spiegata esplorando le potenzialità del cervello malleabile: la creatività e l’amore, la dipendenza e l’ossessione. Si tratta di processi neurologici molto complessi che sono indagati, anzi, vivacemente raccontati con semplicità e chiarezza espositiva.

11) Doidge , N., 2015, Le guarigioni del cervello, Ponte alle Grazie, Milano.

Descrizione: Negli ultimi secoli la medicina ha considerato il cervello come un organo immutabile e incapace di guarire. Le malattie neurologiche e degenerative erano viste come una condanna senza appello per il malato, i trattamenti farmacologici e riabilitativi poco efficaci o inutili. Ma la visione introdotta dalla neuroplasticità, ossia la capacità del cervello di modificare la propria struttura e il proprio funzionamento, ha aperto la strada a possibilità terapeutiche rivoluzionarie, già presentate da Norman Doidge in Il cervello infinito. A distanza di qualche anno, l’autore approfondisce il tema della guarigione neuroplastica, descrivendone due elementi centrali: l’esercizio fisico e mentale, e il ricorso all’energia, sotto forma di luci, suoni, vibrazioni. Il cervello non è più una scatola impenetrabile, ma un organismo in grado di connettersi al mondo esterno tramite i sensi, e sono proprio questi ultimi i canali da sfruttare per intervenire in modo non invasivo e del tutto sicuro sulle strutture neuronali, così da ricuperarne le funzioni. Una vera e propria rivoluzione copernicana, che allevierà le sofferenze di moltissimi pazienti, e che Doidge racconta con grande ricchezza di particolari, attraverso numerose storie reali. Le guarigioni del cervello è un saggio pieno di speranza, che viene a dirci che il cervello può guarire, anzi, di più: è in grado di curarsi da solo.

12) Edelman G.M. 2007, Seconda natura. Scienza del cervello e conoscenza umana, R. Cortina editore, Milano.

Descrizione: Il premio Nobel per la medicina Gerald Edelman presenta una nuova teoria della conoscenza, basata su affascinanti scoperte scientifiche relative al funzionamento del cervello.
Per Edelman, non è possibile concepire la mente senza che sia “incorporata” e la sua indagine ha importanti implicazioni per la nostra comprensione della creatività e del funzionamento normale e anomalo del cervello.

Gazzaniga, M. S., 2008, Human. Quel che ci rende unici, Cortina Editore, Milano.

Descrizione: Siamo davvero unici nel regno animale? Ed è unico il nostro cervello? Che cosa, nel corso dell'evoluzione, lo ha reso tale? Per oltre mezzo secolo le neuroscienze hanno cercato di spiegare la condizione umana individuando i processi psicologici e i meccanismi neurali che sottendono funzioni chiave quali la percezione, la memoria, le emozioni o il linguaggio. Quello che non hanno fatto è indagare la natura biologica, psicologica e sociale della specie umana nel quadro delle relazioni interpersonali che caratterizzano la nostra vita quotidiana. In questo volume Michael Gazzaniga affronta la sfida, guidandoci con stile chiaro e insieme rigoroso nella ricerca dei cambiamenti che ci hanno reso esseri senzienti e pensanti assai diversi dai nostri predecessori, capaci non solo di passare gran parte del tempo in società, confrontandoci con altri esseri umani e valutando le loro azioni e le loro intenzioni, ma anche di dar prova del nostro ingegno nella creazione artistica e nell'invenzione tecnico-scientifica.

13) Evans F., Gola E., Rossi M. G., 2017, Metaphor in communication, science and education, e Gruyter Mouton, Berlino.

Descrizione: This collection of papers presents some recent trends in metaphor studies that propose new directions of research on the embodied cognition perspective. The overall volume, in particular, shows how the embodied cognition still remains a relevant approach in a multidisciplinary research on the communicative side of metaphors, by focusing on both comprehension processes in science as well as learning processes in education.

14) Humphrey , N., 2017,  Rosso. Uno studio sulla coscienza, Codice Edizioni, Roma.

Descrizione: Il volume è tratto da un ciclo di lezioni tenute da Humphrey nel 2004presso l’università di Harvard, che avevano come tema centrale un argomento tanto inafferrabile quanto affascinante: la coscienza. Humphrey immagina di far sedere lo spettatore della sua conferenza (e quindi il lettore del suo libro) in una stanza buia, e di illuminare uno schermo conun solo colore: il rosso. A questo punto, si chiede l’autore, attraverso quale meccanismo psicologico, e in che modo, il soggetto vive ed elabora l’esperienza di quel particolare colore? La scienza tradizionale non hamai spiegato quale sia l’origine delle sensazioni, e in che modo l’uomo vi abbia accesso. Humphrey avanza invece una teoria della coscienza: le sensazioni non sono cose che ci accadono, bensì cose che noi facciamo, e la loro origine risiede nella memoria ereditata dalle espressioni di piacere e disgusto dei nostri antenati. Tale traiettoria evoluzionistica, peraltro, evidenziail ruolo chiave giocato dalle sensazioni nella costruzione della percezione tutta umana del Sé.

15) Humphrey , N., 2013, Polvere d’anima, Codice Edizioni, Roma.

Descrizione: Per tutte le discipline che studiano il cervello umano la coscienza è la grande sfida ancora in corso, il territorio dove il rigore della scienza fa i conti con le pulsioni spirituali dell’uomo. In che modo, e soprattutto per quale motivo, entità fisiche quali siamo noi generano e provano sensazioni così impalpabili, così poco fisiche? Domande sfuggenti, come sfuggente è l’oggetto che si cerca di costringere in una risposta netta e definitiva. Tra le tante voci spicca per la sua originalità e capacità suggestiva quella di Nicholas Humphrey, che pone la coscienza in un’ottica darwiniana -si tratterebbe di un vantaggio evolutivo dell’uomo- e per capirne la magia non ha paura di scomodare una parola tabù per scienziati e psicologi: l’anima, il luogo in cui ognuno di noi vive e sperimenta la propria meravigliosa unicità.

16) Jacob , F., 1978, Evoluzione e bricolage. Gli “espedienti” della selezione naturale, Einaudi, Torino.

Descrizione: Partendo da riflessioni semplici ma stimolanti, Jacob offre un nuovo e suggestivo contributo alla ricerca sui misteri della riproduzione, sulla storia dell'ereditarietà, sui meccanismi attraverso i quali da due miliardi di anni gli esseri si trasmettono la vita sulla terra, quell'insieme di fenomeni che in un libro diventato un best-seller Jacob ha chiamato La logica del vivente (Einaudi, 1971). Evoluzione e bricolage raccoglie tre importanti interventi dello scienziato che nel 1965 fu insignito del Premio Nobel per la medicina e fisiologia con Jaques Monod, e che è capo-dipartimento all'Istituto Pasteur e professore di genetica cellulare al Collège de France. Si tratta di un lungo articolo apparso sulla rivista «Science», che dà il titolo a questo volume, di un discorso tenuto nel 1974 all'Università di Losanna su «Evolution et réalisme» e della lezione inaugurale al Collège de France nel maggio 1965

17) Liebermann, La specie imprevedibile. Che cosa rende unici gli esseri umani, Carocci Editore, Roma, 2016.

Descrizione: Come si è evoluto il nostro cervello per sviluppare caratteristiche quali la flessibilità cognitiva, la capacità d’innovazione e imitazione? Uno dei maggiori scienziati cognitivi a livello internazionale, sfruttando le più innovative ricerche nell’ambito della genetica, dell’antropologia, dell’anatomia comparata e delle neuroscienze, traccia una linea argomentativa che critica gli assunti fondamentali di autori come Fodor, Chomsky e Hauser su mente, linguaggio e morale. Lieberman offre, quindi, un paradigma alternativo che, poggiando sui principi dell’evoluzione darwiniana, vede nelle caratteristiche dell’organismo umano e nelle interazioni con l’ambiente le basi del linguaggio e della variabilità culturale.

18) Maffei  L., 2011, La libertà di essere diversi. Natura e cultura alla prova delle Neuroscienze, Il Mulino, Bologna.

Descrizione: La questione di quanto del nostro comportamento e delle nostre scelte sia determinato dal nostro patrimonio genetico e quanto invece dall'ambiente in cui viviamo, dalla cultura in cui siamo immersi, rimane a tutt'oggi attuale e incerta. Se da un lato i geni ci fanno essere come siamo: statura eretta, occhi in posizione frontale e, non ultimo, un grande sviluppo della corteccia cerebrale, dall'altro ci si può chiedere se pensieri, emozioni, comportamenti, atteggiamenti, dipendano solo e unicamente da tali caratteristiche geneticamente determinate. Siamo davvero ingabbiati nel nostro cervello? L'autore, in queste pagine scritte in modo semplice, accessibile e accattivante, tenta di rispondere a tale dilemma a partire dalla propria esperienza di studioso delle neuroscienze cognitive. Ne emerge una riflessione attuale, profonda e al tempo stesso ricca e documentata dalle scoperte a cui sono giunte le nuove "discipline del cervello".

19) Marcus, G., 2004, La nascita della mente, Torino, Codice Edizioni.

Descrizione: Il numero dei geni umani individuati è molto più basso del previsto: come può un insieme così ristretto di geni produrre la complessità strabiliante del cervello umano? Come è possibile che quel minuscolo 0,6% di Dna di differenza possa generare due forme viventi così diverse l’una dall’altra come uno scimpanzé e un cucciolo di Homo sapiens? Nell’era post-genomica, mentre cominciamo per la prima volta a esplorare i meccanismi sottili che regolano l’attività genica, gli psicologi e gli scienziati cognitivi paiono non essersi ancora accorti delle possibilità del contributo evoluzionistico e genetico, ancora sottovalutato.
I geni fanno paura perché pensiamo che fissino per sempre il nostro destino: al contrario, essi stabiliscono soltanto le condizioni minime di possibilità per la nostra unicità in natura e per la nostra libertà di azione e di apprendimento. Gary Marcus, giovane e promettente allievo di Steven Pinker, ci offre, con stile gradevole, sintetico e rigoroso, un aggiornamento prezioso e ben documentato sulle conoscenze attuali circa le relazioni che legani a geni al cervello.

20) Marcus G., 2008, Kluge. L’ingegneria approssimativa della mente umana, Codice Edizioni, Torino.

Descrizione: "L'essere umano è davvero 'nobile nella sua ragione e infinito nelle sue capacità' come scrisse William Shakespeare nell'Amleto? È davvero perfetto, 'a immagine e somiglianza di Dio', come asserisce qualche studioso della Bibbia? Nient'affatto". Comincia così, con un'affermazione netta e provocatoria, il nuovo libro di Gary Marcus. Il nostro organismo, sostiene lo psicologo della New York University, è paragonabile a una delle icone pop della televisione degli anni Ottanta, a quel McGyver diventato la personificazione dell'arte di arrangiarsi. E destino identico l'evoluzione sembra aver riservato alla nostra mente, nonostante molte persone, tra cui anche alcuni scienziati, storcano il naso. Il nostro cervello è infatti, secondo la colorita e divertente immagine che caratterizza tutto il libro di Marcus, niente più che un "attrezzo" messo insieme alla bell'e meglio con ciò che il meccanismo evolutivo della nostra specie aveva a disposizione. Inelegante, efficace ma tutt'altro che perfetto: altrimenti, si chiede - e ci chiede - l'autore, perché la gente a volte vota contro il proprio interesse o i politici insistono a difendere certe loro decisioni sbagliate? Perché siamo in grado di riconoscere il volto di una persona vista decenni prima ma a volte non riusciamo a ricordare cosa abbiamo mangiato a colazione ieri?

21) Morabito C. 2015, “Neuroscienze cognitive: plasticità, variabilità, dimensione storica”, Scienza e società. Mentecorpo. Il cervello non è una macchina, vol. 21/22, pp. 13-24.

22) Noë A. 2009: Perché non siamo il nostro cervello, Cortina Editore, Milano.

Descrizione: Alva Noë affronta il problema della coscienza proponendo una soluzione sorprendente: abbandonare il paradigma che da duecento anni confina la mente all’interno del cervello.
Noë difende l’idea per cui, piuttosto che qualcosa che accade dentro di noi, la coscienza è qualcosa che noi facciamo, è definita dal nostro interagire con il mondo che ci circonda. Un testo provocatorio, che costringerà a riconsiderare la natura della coscienza e, più in generale, la natura della relazione mente-mondo.

23) Rizzolati G., Sinigaglia C., 2006, So quel che fai. Il cervello che agisce e i neuroni specchio, Cortina Editore, Milano.

Descrizione: Come comprendiamo le azioni degli altri? Negli ultimi anni sono le neuroscienze a offrire le risposte più convincenti. Giacomo Rizzolatti, neurofisiologo di fama mondiale, ha scoperto un tipo particolare di cellule, i neuroni specchio, dotate della particolarità di attivarsi sia quando osserviamo un'azione sia quando la compiamo noi stessi. Trovano così spiegazione molti dei nostri comportamenti individuali e sociali, ma ciò comporta anche una trasformazione nel modo di intendere percezione, azione e cognizione, dato che lo studio dei neuroni specchio mostra che le aree del cervello deputate all'agire sono in grado anche di percepire e di conoscere.

24) Sacks , O., 1986, L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello, Milano, Adelphi.

Descrizione: Oliver Sacks è un neurologo, ma il suo rapporto con la neurologia è simile a quello di Groddeck con la psicoanalisi.. Questo libro, che si presenta come una serie di casi clinici, è un frammento di tali Mille e una notte. Così, un giorno, Sacks si è trovato dinanzi «l’uomo che scambiò sua moglie per un cappello» e «il marinaio perduto». Si presentavano come persone normali: l’uno illustre insegnante di musica, l’altro vigoroso uomo di mare. Ma in questi esseri si apriva una voragine invisibile: avevano perduto un pezzo della vita, qualcosa di costitutivo del . Il musicista carezza distrattamente i parchimetri credendo che siano teste di bambini. Il marinaio non può neppure essere ipnotizzato perché non ricorda le parole dette dall’ipnotizzatore un attimo prima. Tutti i «deficit» o gli eccessi di funzione, come li chiama la neurologia, sono squarci di luce, improvvisa trasparenza di processi che si tessono nel «telaio incantato» del cervello. Ma queste storie terribili e appassionanti tendono a rimanere imprigionate nei manuali. Sacks è il mago benefico che le riscatta, e per pura capacità di identificazione con la sofferenza, con la turba, con la perdita o l’infrenabile sovrabbondanza riesce a ristabilire un contatto, spesso labile, delicatissimo, sempre prezioso per i pazienti e per noi, con mondi remoti altrimenti muti.

25) Siegel D. J. (1999) 2001, La mente relazionale. Neurobiologia dell’esperienza interpersonale, Raffaello Cortina Editore, Milano.

Descrizione: Daniel Siegel esplora il ruolo delle esperienze interpersonali nel plasmare i circuiti cerebrali. Con esempi tratti dalla pratica clinica e dalla vita di tutti i giorni, illustra le interazioni tra connessioni neurali e interpersonali nella prima infanzia; descrive in che modo forme di attaccamento non ottimali possano dare origine a problemi di memoria, di autoregolazione e di regolazione delle emozioni; fornisce spiegazioni convincenti su come le relazioni con gli altri alimentino i processi di integrazione e lo sviluppo della mente nel corso della nostra intera esistenza. Questa nuova edizione del volume tratta in modo estremamente aggiornato temi quali la neuroplasticità, l’epigenetica, la mindfulness e i correlati neurali della coscienza; inoltre fornisce indicazioni pedagogiche utili ed è completata da un nuovo glossario.

 

 

Modalità di erogazione: 
Tradizionale
Frequenza: 
Facoltativa
Valutazione: 
Prova orale
Altre informazioni

Il corso si svolgerà nel secondo semestre col seguente orario:

martedì, mercoledì e giovedì mattina

RICEVIMENTO STUDENTI: PRIMA E DOPO LE LEZIONI

Anno Accademico: 
2018-2019
Ore: 
30
CFU: 
6
Semestre: 
Secondo semestre